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CORONAVIRUS - PRODUZIONE MASCHERINE

Come accade giornalmente in Italia con la conversione di molte realtà imprenditoriali che svoltano passando dalla produzione di capi d’abbigliamento a mascherine di pubblica utilità, anche in Calabria, e nella fattispecie nel comune di Cittanova, c’è una fabbrica che adesso produce mascherine, indispensabili ormai in ogni famiglia ed in ogni attività produttivo/economica.

Per questo, per l’utilità che può avere anche per le nostre aziende agricole, pubblichiamo il comunicato dell'azienda produttrice.

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Coronavirus: Sospensione rateazioni INPS e Proroga validità DURC.

L’Inps fornisce istruzioni operative in merito alla sospensione delle rateazioni dei debiti contributivi in fase amministrativa ed alla gestione della verifica della regolarità contributiva (Durc), a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge n. 18/2020 recante misure economiche a sostegno dei lavoratori e delle imprese nell’emergenza da COVID-19 (cd. decreto “Cura Italia” cfr. Circolare n. 148/2020 a firma del Direttore Generale).
 
Con riguardo alla gestione delle rateizzazioni dei contributi, l’Inps rinvia a quanto già chiarito sul punto con la circolare n. 37 del 12 marzo scorso, in merito alle sospensioni disposte dal d.l. n. 9 del 2 marzo 2020 (cfr. nostra circolare pubblicata il 13-03-2020), nella quale aveva specificato che, per quel che riguarda le rateazioni già concesse o in corso di definizione, la sospensione si sarebbe dovuta applicare anche alle rate previste nei piani di ammortamento.
 
L’Inps chiarisce, inoltre, che le indicazioni sulla sospensione delle rateazioni contenute nella citata circolare n. 37/2020 valgono anche con riferimento alle nuove sospensioni di termini disposte dal d.l. n.18/2020 (c.d. decreto "Cura Italia").
 
L’Istituto di previdenza precisa infatti che, come previsto dal paragrafo n. 4.1 della circolare n. 37/2020,“entro la data di ripresa degli adempimenti e dei versamenti dovranno essere versate in unica soluzione le rate sospese dei piani di ammortamento già emessi la cui scadenza ricada nel periodo temporale interessato dalla sospensione”. Laddove la sospensione interessi la prima delle rate accordate (c.d. rata contante) - secondo le indicazioni dell’Istituto - il piano di ammortamento rimarrà nello stato “emesso” fino al pagamento in unica soluzione di tutte le rate, compresa la prima, interessate dalla sospensione (con la precisazione che l’assenza di pagamento non rileva ai fini della verifica della regolarità contributiva”).
 
L’Inps fornisce istruzioni operative anche in merito alla gestione della verifica della regolarità contributiva, precisando che tra i “certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020” che, secondo quanto disposto dall’articolo 103, 2° comma, d.l. n. 18/2020 “conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”, deve essere incluso anche il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).
Pertanto - specifica l’Inps  - i documenti attestanti la regolarità contributiva denominati “Durc On Line” che riportano nel campo una data compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 15 aprile 2020 conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020.
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Coronavirus. Permessi di soggiorno extracomunitari

 
Si rende noto che, con circolare n. 23308 del 21 marzo 2020 pubblicata il 24 marzo, la Direzione Centrale Immigrazione del Ministero dell’Interno ha fornito chiarimenti in merito alla validità dei permessi di soggiorno dei cittadini extracomunitari, alla luce delle novità contenute nel decreto legge n. 18/2020.
 
L’art. 103, c.2, del citato decreto ha infatti previsto che “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”.
 
Tale norma dispiega i suoi effetti, come confermato dal Ministero dell’Interno con la circolare citata, anche sui permessi di soggiorno in scadenza nel periodo sopra ricompreso, la cui validità viene dunque prorogata fino al 15 giugno 2020.
 
I titolari dei permessi di soggiorno potranno quindi effettuare la domanda di rinnovo dopo tale data.
 
Sebbene la circolare non lo dica espressamente, non può esservi dubbio – sulla base delle norme che disciplinano i permessi di soggiorno rilasciati per motivi di lavoro, anche stagionale – che la proroga delle validità dei permessi di soggiorno consente ai cittadini extracomunitari di prestare attività lavorativa fino al 15 giugno 2020.
 
Confagricoltura 25 marzo 2020
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Coronavirus. Sospensione della contribuzione ENPAIA

 
Si rende noto che, con apposita delibera, il Consiglio di Amministrazione dell’ENPAIA, attuando in modo estensivo gli artt. 61 e 62, comma 2 del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18, ha deliberato la sospensione del versamento della contribuzione dovuta da tutti i datori di lavoro agricolo, per i dirigenti, i quadri e gli impiegati, in scadenza nel periodo dall’8 Marzo al 30 Settembre 2020.
 
La sospensione viene riconosciuta a tutte le imprese agricole, a prescindere dall’entità dei ricavi o compensi (anche al di sopra dei 2 milioni di euro), e ricomprende anche la quota a carico dei lavoratori.
 
I versamenti sospesi devono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni o interessi, in un’unica soluzione entro il 25 Ottobre 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dalla medesima data. La domanda per fruire della rateizzazione dovrà essere presentata all’ENPAIA entro il termine perentorio del 31 Luglio 2020 tramite pec.
 
L’ENPAIA ha inoltre stabilito di non intraprendere, sino alla data del 30 Settembre 2020, qualunque nuova azione, giudiziale o extragiudiziale, per il recupero dei crediti previdenziali vantati dalla Fondazione, fatte salve le attività indifferibili per evitare decadenze e prescrizioni.
 
Sono altresì posticipati al 25 Ottobre 2020 i termini di pagamento dei piani di rateizzazione fino al 30 Settembre 2020,con slittamento di tutte le successive rate dei piani di rateizzazione.
 
Confagricoltura 25 marzo 2020
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TASSA DI CONCESSIONE REGIONALE PER IL SETTORE AGRITURISTICO
 
CONFAGRICOLTURA CALABRIA ED AGRITURIST CALABRIA DIFFIDANO LA REGIONE CALABRIA
 
Di seguito la lettera di diffida inviata alla Regione Calabria.
 
Numerosi nostri associati, titolari di agriturismo, continuano a segnalarci di aver ricevuto,  da parte del Dipartimento Bilancio e Patrimonio, atti di accertamento e irrogazione di sanzione per il recupero della Tassa di Concessione Regionale di cui alle L.R. n. 1/71 e n. 11/95.
 
Considerato che già con nota del 16 febbraio 2016 , prot. 255 si inviavano le motivazioni per cui la scrivente riteneva infondata tale richiesta.
 
Considerato che la Legge Regionale 31 dicembre 1971 n. 1, all’art. 1, istituisce 4 tipologie di tributi. In nessuna di queste tipologie può essere catalogata l’attività agrituristica.
 
Considerato che legge 11/95, all’art. 1, comma 1,  fa espresso riferimento alla “tariffa” di cui al decreto legislativo 22 giugno 1991 n. 230, in nessuna delle 47 “tariffe” riportate nel D.lgs. viene richiamata la concessione regionale per l’esercizio dell’agriturismo, che, ribadiamo, è attività agricola.
 
Considerato che  più sentenze della Corte Suprema di Cassazione (vedi Cass. 13/04/2007 n. 8851 – vedi Cass. 16685/2015) hanno sancito che “per attività agrituristiche si intendono esclusivamente le attività di ricezione ed ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 c.c., attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione e complementarietà rispetto alle attività di coltivazione del fondo.
 
Tenuto conto che l’attività agrituristica, così come normata dalle leggi regionali a voi note, ricade inequivocabilmente nell’ambito della c. d. “attività agricola” a prescindere dalla complementarietà o meno della stessa rispetto alla c. d. “conduzione del fondo”.
Si tratta, quindi, di attività agricola e trova disciplina generale, in primo luogo, nell’art 2135 cc. 
Ciò posto, si evidenzia come l’attività agricola non ricade in alcuna delle previsioni di cui alla legge regionale n. 1 del 1971 posto che, nessuna delle fattispecie che danno legittimazione alla imposizione del tributo prevede l’attività propriamente agricola, quale è quella agrituristica. 
 
Conseguentemente si ribadisce, a nostro avviso, che il recupero dell’imposta in danno delle aziende agrituristiche è frutto di una, quanto mai, illegittima estensione analogica di una debenza tributaria che pone una deroga sostanziale rispetto ai principi generali, in ambito tributario, da ultimo cristallizzati anche nello statuto del contribuente.
 
Ne consegue che essa non può trovare applicazione al di fuori delle ipotesi specificamente e tassativamente indicate dalla normativa di riferimento atteso il divieto non solo di interpretazione analogica a cui sostanzialmente si perverrebbe in caso contrario, ma anche di interpretazione estensiva ex art.14 delle disposizioni preliminari del Cod. Civ. con riferimento alla legge speciale.
 
Come sopra sottolineato, i giudici di legittimità, peraltro, hanno confermato un orientamento già pacifico in giurisprudenza circa la possibilità di “non utilizzo” di una interpretazione analogica o comunque estensiva riferita ad una norma tributaria.
 
Tale divieto, come anticipato, è stato normato dalla legge 212/2000 (statuto del contribuente) che fa espresso divieto di interpretazione ed applicazione analogica della norma tributaria che appare tassativa nella determinazione del tributo e del soggetto passivo 
 
Riteniamo, pertanto, che l’esercizio di recupero dell’imposta così come attuato in danno delle attività agrituristiche, oltre ad essere foriero di oneri non dovuti appare ontologicamente illegittimo e, rispetto questo, si rileva ogni ritenuta azione, anche di interpello al garante del contribuente.
 
Appare superfluo a tal fine rimarcare come la  Cassazione ha definitivamente riconosciuto all’attività agrituristica la natura di attività agricola, riconoscendone anche i relativi benefici fiscali.
 
I sottoscritti, in definitiva, intendono confermare che  tale disposizione, risulta priva delle qualità e delle condizioni richieste dalla legge per essere riconosciuta giuridicamente valida,  poiché l’attività agrituristica è  connessa e complementare all’agricoltura.
 
In ultimo, non per importanza, preme rimarcare che in ambito nazionale solo la Regione Calabria ha  messo in atto tale disposizione e che la richiesta del tributo non risulta essere applicata uniformemente in tutta la Regione.
 
Per i motivi sopra esposti, come più volte denunciato, riteniamo illegittima la richiesta della tassa di Concessione Regionale e, di conseguenza, si diffida  la Regione, e per essa i Dirigenti in indirizzo, all’emissione di tale tributo  riservandoci di procedere per le vie legali, affiancando le aziende agrituristiche nostre assistite nelle azioni legali che vorranno intentare a tutela dei loro interessi.
 
Distinti saluti
 
Lamezia Terme, lì 09/03/2020
 
                 Alberto Statti                                                                               Mariangela Costantino
Presidente Confagricoltura Calabria                                                 Presidente Agriturist Calabria
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COMUNICATO STAMPA

Coronavirus, Statti: «Occorre rispettare le regole della prevenzione»


Appello del presidente di Confagricoltura Calabria agli imprenditori e operatori agricoli per prevenire il diffondersi dell’epidemia

 
LAMEZIA TERME 09.03.2020 - «L’attuale fase emergenziale seguita al diffondersi di casi di Coronavirus nel Paese invita ognuno di noi al rispetto di tutte le regole previste dal Governo».
 
Il presidente di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti lancia un appello agli imprenditori agricoli per fronteggiare l’eventuale diffusione del virus anche nella nostra regione. «Stiamo seguendo con la massima attenzione – aggiunge – l’evolversi della situazione e siamo preoccupati per quanto sta accadendo anche in Calabria soprattutto dopo la decisione di molti nostri conterranei che vivono fuori regione di rientrare dalle zone rosse.
 
Una decisione che potrebbe mettere a repentaglio la salute di quanti lavorano e risiedono nella nostra regione». «La nostra maggiore preoccupazione – afferma ancora Statti -  è per la tenuta di un sistema sanitario, quale quello calabrese, che nonostante le eccellenze dei professionisti impegnati in prima linea quotidianamente a garantire la salute ai nostri concittadini potrebbe entrare in difficoltà per un’eventuale esplosione dell’epidemia anche qui.
 
Un timore legato alla circostanza che negli anni, politiche di razionalizzazione della spesa pubblica a favore della sanità locale si sono trasformate in massicci tagli al sistema di assistenza e cura e soprattutto nella chiusura di tanti presidi ospedalieri che potevano offrire maggiore garanzia di servizi ai cittadini». «Credo che ora non sia il tempo delle polemiche strumentali – aggiunge Statti – ma di mettere in campo tutte le energie per prevenire il diffondersi di questa epidemia che metterebbe in ginocchio anche l’economia locale».
 
Da qui l’appello. «Èarrivato il momento – dice Statti – di impegnarci a rispettare le regole sanitarie e comportamentali suggerite dagli specialisti. Ognuno di noi deve fare la sua parte, non sottovalutando assolutamente le conseguenze di ogni singola azione quotidiana».  «Sono convinto – conclude Statti – che con l’impegno massimo anche di tutte le categorie produttive e degli operatori che quotidianamente lavorano per il progresso del settore primario calabrese, si possa uscire da questa vicenda.
 
Alle forze politiche e istituzionali calabresi e nazionali chiediamo il massimo impegno per stare accanto e sostenere il sacrificio che le imprese calabresi stanno sopportando per effetto dell’emergenza Coronavirus anche a queste latitudini».
 
Lamezia Terme 9 marzo 2020

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